Come funziona davvero la ripartizione delle spese per sostituzione ascensore secondo il codice civile – a cura di Giuseppe Iesu
Quando si parla di condominio, poche questioni creano discussioni accese quanto la ripartizione delle spese per la sostituzione ascensore. Non è raro sentire i proprietari del piano terra chiedersi perché debbano contribuire alla sostituzione o alla manutenzione di un impianto che, di fatto, non utilizzano quasi mai.
La risposta, però, non è affidata a opinioni personali, ma a regole precise stabilite dal codice civile e – più recentemente – chiarite anche da una sentenza della Cassazione.
In questo articolo, pensato per offrire un’informazione chiara ai clienti (e non!) di Giuseppe Iesu, analizziamo nel dettaglio come funziona la ripartizione delle spese e perché anche chi vive al piano terra è chiamato a partecipare.
Perché l’ascensore riguarda tutti?
L’ascensore non è semplicemente un servizio destinato ai piani più alti, ma un impianto che incide sul valore dell’intero edificio. Anche chi non lo usa quotidianamente beneficia comunque del fatto che il palazzo ne sia dotato:
- aumenta il valore dell’immobile;
- ne migliora la vendibilità;
- rende lo stabile più accessibile e moderno.
Per questo la legge considera l’ascensore un bene comune e prevede un criterio di ripartizione delle spese che tenga conto sia della proprietà sia del piano in cui si abita.
Il criterio dettato dal codice civile
La regola da seguire è contenuta nell’art. 1124 del codice civile ed è stata confermata e reinterpretata più volte dalla Cassazione, anche nella recente sentenza che fa oggi da riferimento.
La ripartizione della spesa avviene così:
- Metà della spesa va divisa in base ai millesimi di proprietà
Questa parte viene calcolata sul valore dell’unità immobiliare, quindi tutti i condomini concorrono in proporzione ai loro millesimi.
Che sia primo piano, attico o piano terra… la prima metà non cambia: chi possiede più millesimi paga di più.
- L’altra metà è ripartita in base all’altezza del piano
Questa è la quota che tiene conto dell’effettivo utilizzo:
- più si abita in alto, più si paga;
- chi vive al piano terra paga una quota minima, quasi simbolica, ma comunque non zero;
- il principio è che maggiore è il beneficio, maggiore deve essere il contributo.
È importante ricordare che questa regola vale sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria, e anche nel caso di ricostruzione o sostituzione ascensore.
Il caso del piano terra: paga o non paga?
La risposta è sì, paga, ma con una quota molto ridotta.
Chi abita al piano terra:
- partecipa alla prima metà della spesa (quella basata sui millesimi);
- partecipa alla seconda metà con una cifra quasi azzerata, poiché l’altezza dal suolo è vicina allo zero.
In pratica, pur contribuendo, la sua quota risulta tra le più basse dell’intero condominio.
Si può decidere di esonerare qualcuno dalla spesa per la sostituzione ascensore? Sì, ma serve l’unanimità
La Cassazione ricorda anche un altro principio fondamentale:
le regole del codice civile possono essere modificate, ma solo se tutti i condomini sono d’accordo.
Questo significa che l’assemblea, all’unanimità, può decidere ad esempio:
- di esonerare totalmente i proprietari del piano terra;
- di escludere il piano rialzato;
- o di ripartire le spese in modo diverso.
Ma attenzione: basta il voto contrario di un solo condomino per impedire ogni modifica.
Perché queste regole esistono?
La filosofia alla base della normativa è semplice: garantire equilibrio e proporzionalità.
- Chi trae più vantaggio dall’ascensore contribuisce maggiormente.
- Chi ne trae meno beneficio paga comunque una quota minima, poiché l’impianto resta un elemento che valorizza l’intero edificio.
Per questo la legge non fa distinzioni sull’effettivo utilizzo dell’ascensore, ma considera il vantaggio potenziale e il valore della proprietà.
Conclusioni
La sostituzione dell’ascensore è una delle spese condominiali più delicate da gestire, ma le regole sono chiare: tutti pagano, ma in modo proporzionato.
Anche i proprietari del piano terra partecipano, seppur con una quota molto bassa, perché l’ascensore è un bene comune che incide sul valore dell’edificio intero.
Affrontare questi temi con chiarezza aiuta a evitare incomprensioni e discussioni, e soprattutto permette a ogni condomino di capire perché paga una determinata cifra.
Per ulteriori approfondimenti o per una consulenza su questioni immobiliari condominiali, lo staff di Giuseppe Iesu è sempre a disposizione.










